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Sant’Apollinare in classe

La basilica di Sant'Apollinare in Classe è una basilica situata a circa 5 chilometri dal centro di Ravenna.

 

Interno

Lungo i muri della basilica sono sistemati numerosi sarcofagi databili dal V all'VIII secolo. Essi danno la possibilità di valutare i cambiamenti di stile che ci sono stati nel corso dei secoli. Dai rilievi, di straordinaria plasticità, con figure umane, dei sarcofagi romani, si passa alle simbologie bizantine, quindi alla sempre maggiore astrazione e semplificazione di tali simbologie.Le pareti sono spoglie, eccetto la zona absidale, ricoperta da mosaici, risalenti a epoche diverse.

Le navate sono separate da due file di dodici colonne con fusti di marmo, capitelli a foglie "mosse dal vento" e pulvini con una croce scolpita sul lato della navata; le colonne sono collegate da arcate.

Al centro della basilica, sul luogo del martirio del santo, è collocato un altare antico.

Mosaici

Tutta la decorazione del catino absidale risale circa alla metà del VI secolo e si può dividere in due zone:

Nella parte superiore un grande disco racchiude un cielo stellato nel quale campeggia una croce gemmata, che reca all'incrocio dei bracci il volto di Cristo dentro un medaglione circolare. Sopra la croce si vede una mano che esce dalle nuvole, la mano di Dio. Ai lati del disco, le figure di Elia e Mosè. Ai lati, in mezzo a nubi, si trovano i simboli alati degli evangelisti : l'Aquila, l'Angelo, il Leone, il Vitello. I tre agnelli, che si trovano spostati un po' verso il basso, proprio all'inizio della zona verde, con il muso rivolto verso la croce gemmata, simboleggiano gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni: siamo probabilmente di fronte alla rappresentazione della Trasfigurazione sul Monte Tabor.

Nella zona inferiore si allarga una verde valle fiorita, con rocce, cespugli, piante e uccelli. Al centro si erge solenne la figura di Sant’Apollinare, primo vescovo di Ravenna, con le braccia aperte in atteggiamento orante. Le dodici pecore raffigurate simbolizzano i dodici apostoli.

Nei rinfianchi dell'arco vi sono due palme, che nella letteratura biblica sono emblema del giusto. Sotto a queste si trovano le figure degli arcangeliMichele e Gabriele, con il busto di San Matteo e di un altro santo non chiaramente identificato, di esecuzione più tarda (primo XII secolo).

Negli spazi tra le finestre sono rappresentati quattro vescovi, fondatori delle principali basiliche ravennati: Ursicino, Orso, Severo ed Ecclesio, vestiti in abito sacerdotale e recanti un libro in mano.

La scelta del tema è strettamente legata alla lotta all'arianesimo, poiché ribadisce la natura umana e non divina di Gesù Cristo, quest'ultima negata dagli ariani. Nei pannelli con le scene cristologiche, il Maestro non ha l'abbigliamento consueto della iconografia cristiana, anzi veste abiti di porpora, così come abiti regali vestono la Vergine e il Cristo assisi sul trono nella fascia inferiore.

Inoltre la rappresentazione di Apollinare tra gli apostoli figurati era una legittimazione per Massimiano come primo arcivescovo di una diocesi direttamente collegata ai primi seguaci di Cristo, essendo Apollinare, secondo la leggenda, discepolo di San Pietro.

Restauri hanno permesso di scoprire una sinopia al di sotto dei mosaici del catino, scoprendo come il tema decorativo, già con fiori, frutta e coppe con uccelli, venne completamente cambiato proprio in occasione della necessità di celebrare il raggiunto rango di arcidiocesi.

I ritratti degli arcivescovi ravennati, dipinti nei muri della navata centrale, in gran parte furono eseguiti durante il XVIII secolo.

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